
Quando, giunte alla fine della loro vita, serenamente distese, volgeranno il loro viso al muro della morte, tra la donna che ha goduto appieno della felicità di essere amata e la donna che può dire di avere avuto poche gioie ma di avere amato, a quale delle due Dio vorrà concedere il tranquillo riposo? Ed esiste, in questo mondo, una donna che possa dire a Dio: “Io ho amato”? (pag. 98)
A cosa serve la poesia? Perché si scrivono le poesie?
A chi avesse dei dubbi su cosa rispondere consiglio il romanzo di Inoue Yasushi, critico d’arte e poeta, che nel 1949 esordì come narratore con questo scritto breve, ma di immediato successo.
Non lasciatevi fuorviare dal titolo: il romanzo non ha nulla a che vedere con la caccia verso la quale, anzi, il narratore rivela immediatamente di non avere mai avuto particolari simpatie o interessi. Invece, il fucile del titolo (“un Churchill a doppia canna”) ha a che vedere con la poesia. Più precisamente, con un poemetto che, per fare un favore ad un amico, il narratore scrive per “il modesto bollettino dell’Associazione venatoria giapponese”.
Nei suoi versi il poeta ritrae un cacciatore “con una grossa pipa di marinaio in bocca/gli stivali ai piedi, e un setter che gli correva avanti”, proprietario del fucile di cui dicevamo prima. Niente di straordinario, se un cacciatore, leggendo la poesia nella rivista di cui dicevamo, in quella descrizione non avesse riconosciuto sé stesso. Un sé stesso che, oramai, non esiste più, per ragioni che intende raccontare al poeta meritevole di “avere ritenuto il mio povero stato d’animo, così lontano da ogni altezza spirituale, argomento di poesia”.
Il cacciatore affida ad una lettera le sue riflessioni sulla poesia che sintetizza così:” posso dire di avere compreso lo straordinario potere intuitivo di quella speciale creatura che è un poeta”.
Dopo la propria, il cacciatore invierà al poeta altre tre lettere, ricevute da tre donne diverse, ma della cui esistenza ha fatto parte: tre lettere capaci di fare luce su tre vite, apparentemente lineari, ma che nascondono tanti lati oscuri. Il romanzo, quindi, prende forma intorno a tre lunghe lettere che propongono un’infinità di riflessioni su ciò che crediamo di conoscere della vita delle persone a noi vicine, sull’amore e il tradimento, sulla fedeltà e l’inganno, sulle apparenze e le menzogne, necessarie per andare avanti. Non a caso, la verità sarà causa dello sconvolgimento della vita del cacciatore e delle tre donne.










