Nell’anniversario della liberazione dal nazifascismo ho voluto proporre il saggio di Michela Ponzani. L’autrice, docente di Storia contemporanea all’Università “Tor Vergata” di Roma, ha raccolto le voci delle donne (mogli, madri, figlie, nipoti…) delle vittime delle Fosse Ardeadine.
Una straghe voluta dai nazisti con la complicità dei fascisti che, scrive Michela Ponzani, fecero la lista degli italiani: “potevano farli scappa, invece li consegnarono ai tedeschi” (pag.17)

“Il Paese dovrebbe riconsocenza ai protagonisti della sua guerra di liberazione; partigiani ribelli, combattenti irregolari che si erano dati alla nacchia per resistere (con i pochi mezzi a disposizione) contro la politica del terrore messa in atto dalle truppe occupanbti tedesche e dalle milizie fasciste. Una dignità che andrebbe riconsociuta anche alle donne delle Ardeatine, perché si ribellarono al destino di vittima e scelsero di resistere, contro un mondo che le voleva ai margini. E invece, a più di ottant’anni dai fatti, si assiste a una polemica infinita pronta a riesplodere a ogni anniversario delle Ardeatine, che punta il dito sulle ragioni dell’antifascismo e della guerra partigiana, confondendo meriti e bassezze, valori e disvalori, torti e ragioni. E non di rado avvelena i pozzi di un Paese soffiando sul fuoco di una memoria divisa che è stata soprattutto una memoria del dolore.”.(pag.14)
