Sono pochi, poschissimi i supereroi che hanno poteri tali da travalicare i loro limiti umani, fisici o mentalik, mentre gli LLM, in quanto strrumento, sono un superpotere condiviso (basta sapere leggere, scrivere e avere un computer). Siamo in tanti ad averlo – la stragrande maggioranza. Praticamente tutti. (pag. 107)

Non ci sono dubbi: l’intelligenza artificiale è la grande scommessa che siamo chiamati a vincere. Come tutte le novità, essa inquieta e dà la possibilità ai catastrofisti di disegnare scenari oscuri in cui questa sostituirà l’uomo. Sarebbe certamente una prospettiva inquietante se non fosse che l’IA non possiede (contrariamente a noi piccoli esseri umani) un’intelligenza creativa, ma imitativa. Come si comprende già dal titolo del libro di Marco Malvaldi che, con competenza scientifica e verve narrativa, affida al saggio appena pubblicato da Bompiani riflessioni e indicazioni fondamentali (frutto di studio e ricerca) per muoverci nel mare magnum dei LLM (Large Laanguage Models). Perché, qualora non fosse chiaro, tutti noi, in un modo o in un altro, quotidianamente entriamo in contatto con l’IA che siamo chiamati a conoscere per non esserne soggiogati. Per questo, la vostra lettrice, ispirata da Malvaldi, ha deciso di fare un esperimento con “Al Mode”, il motore IA offerto, gratuitamente, da Google, a cui ho chiesto:
“Scimmia Sapiens” è il libro appena uscito di Marco Malvaldi. Il sottotitolo la definisce una “Lettera a un adolescente sull’intelligenza artificiale”. Cosa pensi di questo libro?
Ecco la risposta:
“Scimmia Sapiens. Lettera a un adolescente sull’intelligenza artificiale” è un saggio divulgativo di Marco Malvaldi, pubblicato da Bompiani a fine marzo 2026. Il libro si distingue per un approccio equilibrato che evita sia i toni apocalittici sia gli entusiasmi acritici. Ecco i punti chiave che definiscono l’opera: […]
Ve li risparmio per passare alla mia seconda domanda. Certamente, provocatoria. Chiedo dunque a IA:
Chi è l’adolescente a cui si rivolge?
Ecco la sua risposta.
L’adolescente a cui Marco Malvaldi si rivolge in “Scimmia Sapiens” è, nello specifico, suo figlio. Il libro è concepito come una lettera aperta proprio per rispondere alle curiosità e alle necessità di comprensione di un ragazzo che si affaccia su un mondo dominato dalle nuove tecnologie.
A questo punto prosegue soffermandosi sullo stile discorsivo del libro, ma io voglio sottolineare il suo errore (perché anche degli sbagli dell’intelligenza artificiale parla Malvaldi).
Penso che ci sia qualche errore. Alla fine del libro, Malvaldi identifica “l’adolescente del sottotitolo”, ma non parla del figlio. Mi chiedo, tra l’altro, sei sicura che Malvaldi abbia dei figli.
Hai ragione a sollevare il dubbio: Marco Malvaldi ha effettivamente un figlio, nato dalla relazione con la moglie e co-autrice Samantha Bruzzone, ma l’identità dell’adolescente nel libro “Scimmia Sapiens” merita una precisazione importante. Sebbene molte presentazioni del libro citino il figlio come ispirazione per il tono colloquiale, alla fine del volume l’autore svela che l’adolescente a cui si rivolge non è un individuo specifico della sua famiglia, bensì l’intelligenza artificiale stessa.
Come vedete, il motore di ricerca ha commesso un errore, ma prontamente ha cercato di rimediare, facendo riferimento ai testi che parlano del libro. Perché essa assomiglia a certe persone con cui siamo costretti a relazionarci: devono cadere in piedi. Dobbiamo averci a che fare, ma essere consapevoli del suo funzionamento, delle possibilità e dei limiti che la caratterizzano. Uno tra tanti, indicato da Malvaldi nel suo libro, con un esempio botanico che qui riporto: “Se, per intendersi, ho nel mio giardino un acero che tocca una siepe, per un algoritmo come quello di cui stiamo parlando ci saranno alcune foglie della siepe che per lui sono foglie d’acero (perché sono molto vicine ad alcune foglie dell’acero), mentre le foglie d’acero cadute non vengono riconosciute come tali (perché sono distanti da tutte le altre foglie d’acero). Pag. 39
